Nel post che segue si intende delineare celermente il generale principio fiscale conosciuto con l'espressione "no taxation without representation".
Esso trova origine nella Magna Carta e nella rivoluzione che ha portato alla nascita degli Stati Uniti d'America, di cui oggi ci sono i festeggiamenti a base di barbeque roventi e pacifici fuochi d'artificio.
Le 13 colonie americane erano amministrate da governatori nominati direttamente dal Re d'Inghilterra. Attraverso lo Stamp Act, il Parlamento inglese introdusse, nel 1765, l'imposta di bollo sulle pubblicazioni, sui contratti delle polizze assicurative e sulle carte da gioco. Gli americani, allora sudditi, reagirono indignati a tale imposizione in quanto nessun componente del Parlamento inglese era voce dei loro interessi.
A New York, quindi, fu approvata una mozione nella quale si negava il diritto del Parlamento inglese di tassare le colonie senza il loro consenso. In conseguenza di ciò, il Parlamento inglese abolì l'imposta de quo, ma ribadì l'autorità inglese sui territori d'oltreoceano attraverso il Declaratory Act. Il successivo Tea Act (1973), che consenti alla Compagnia delle Indie di invadere il mercato americano coi loro prodotti, portò alla celeberrima rivolta di Boston, in conseguenza della quale fu mandato l'esercito inglese sul territorio americano.
Il primo Congresso si riunì nel 1774 a Filadelfia, mentre nel 1775 G. Washington fu nominato capo dell'esercito rivoluzionario.
Dopo aver cercato per vie essenzialmente politiche, come la petizione che rivendicava i diritti civili e la necessità di una rappresentanza americana nel Parlamento inglese, una soluzione pacifica circa le controversie tra coloni e corona inglese, si passò alla lotta armata. Uno degli slogan del periodo indipendentista fu "No taxation without representation".
Seguì, nel 1776, la pubblicazione della Dichiarazione d'indipendenza.
Sconfitti militarmente gli inglesi nel 1781, col Trattato di Versailles del 1783 l'indipendenza delle colonie americane fu riconosciuta dalla corona inglese.
Nel sistema fiscale italiano tale principio non è espressamente regolato, tuttavia esso è pacificamente ricavabile da una lettura combinata degli Artt. 2 (principio di sussidiarietà), 3 (principio di eguaglianza), 23 (principio di riserva di legge), 53 (principio di capacità contributiva) Cost. In particolare, è da osservare il significato dell'art. 23 Cost.:" nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". In altri termini, se non esiste una legge che impone l'applicazione di una tassa o imposta in riferimento a un determinato fatto, l'applicazione stessa da parte dello Stato risulta illegittima. L'imposizione deve essere effettuata, per quanto concerne le imposte, in attento rispetto della capacità di contribuire alle spese della comunità di cui si è membri. Il principio "No taxation without representation" è quindi applicato anche in Italia, in virtù delle norme costituzionali de quo e in stretta correlazione con gli articoli Titolo I Parte II Costituzione (articoli che regolano l'elezione e la formazione del Parlamento italiano).
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